Espansione non significa ingresso: l’errore che fanno quasi tutte le aziende
- Sanaa Dahbi

- 24 mar
- Tempo di lettura: 1 min
Molte aziende pensano che espandersi significhi entrare in un nuovo mercato.
Non è così.
Il processo è quasi sempre questo:
si decide di espandersi
→ si sceglie un Paese
→ si apre una società
→ si iniziano a cercare clienti
Tutto sembra muoversi.
Ma in realtà, non è stato costruito nulla.
Perché espansione e ingresso non sono la stessa cosa.
L’ingresso è un passaggio.
L’espansione è un processo di posizionamento.
Ed è qui che nasce il problema.
Le aziende si concentrano su come entrare
invece di chiedersi:
come dovrebbe esistere questo progetto in questo mercato?
Ogni mercato ha:
dinamiche proprie
attori già presenti
aspettative definite
Se entri senza capire dove ti inserisci, non ti espandi.
Ti limiti a esserci.
E “esserci” non basta.
Ho visto aziende entrare in nuovi mercati con:
prodotti validi
una struttura solida
competenze reali
E comunque non funzionare.
Non per mancanza di opportunità.
Ma per mancanza di rilevanza.
Narrativa sbagliata.
Target sbagliato.
Posizionamento debole.
Erano presenti.
Ma non erano rilevanti.
Ed è la rilevanza che determina tutto:
con chi parli
chi ti prende sul serio
chi decide di lavorare con te
Per questo l’espansione non dovrebbe partire dall’esecuzione.
Ma dalla chiarezza.
Capire:
che ruolo puoi avere in quel mercato
con chi devi interagire
come devi essere percepito
Solo dopo ha senso entrare.
Altrimenti non stai espandendo.
Stai solo entrando.
E sono due cose molto diverse.
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Sanaa Dahbi lavora su progetti tra Italia, Emirati Arabi Uniti e Marocco, con focus su posizionamento, accesso ai mercati e sviluppo nella regione MENA.
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